VIRGILIO CARNISIO

02/22/2026 Afi

VIRGILIO CARNISIO

Dal 14 marzo al 26 aprile

CORTILE DEL CASTELLO VISCONTEO

Piazza della Concordia, 1 – Legnano (Mi)

Orario di visita: sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19

Chiuso domenica 5 aprile 2026 (Pasqua)

Ingresso libero

DOVE LA TERRA HA UN VOLTO

Vita e paesaggi della montagna valsesiana, anni ’70

La Valsesia di Virgilio Carnisio emerge da queste immagini come un territorio vivo, attraversato dal tempo ma mai ridotto a semplice memoria. Le fotografie esposte, realizzate negli anni ‘70, documentano una fase cruciale di trasformazione sociale ed economica, in cui il mondo rurale convive ancora con tradizioni secolari ma inizia a confrontarsi con cambiamenti profondi e irreversibili. La sua è una fotografia di documentazione nel senso più autentico del termine: non una descrizione neutra, ma un atto di conoscenza, di ascolto e di partecipazione.

In quegli anni Carnisio percorre la Valsesia con la sua Rolleiflex, spinto dalla curiosità di chi osserva con attenzione e rispetto, consapevole dell’importanza di fissare su pellicola un patrimonio umano e culturale destinato a mutare rapidamente. Documenta un mondo rurale di grande fascino, fatto di gesti quotidiani, di lavori antichi, di architetture essenziali e di paesaggi modellati dal rapporto diretto tra l’uomo e la montagna.

La fotografia assume qui un ruolo centrale nella costruzione di un archivio: non una semplice raccolta di immagini, ma uno strumento attivo di memoria e confronto. Oggi, a distanza di decenni, queste fotografie ci permettono di mettere in relazione il passato con il presente, di leggere le trasformazioni del territorio e delle comunità valsesiane, di riconoscere ciò che è scomparso e ciò che, in forme diverse, continua a esistere. L’archivio fotografico diventa così un luogo di dialogo tra generazioni, capace di restituire continuità e senso alla storia locale.

I protagonisti degli scatti di Carnisio sono soprattutto le persone. Volti di uomini e donne colti negli anni Settanta, spesso nel pieno della loro vita lavorativa, restituiti con uno sguardo diretto, mai retorico. Grazie a queste immagini, le persone rivivono: possiamo incontrarle, conoscerle, quasi condividere il loro tempo e il loro spazio. La fotografia diventa uno strumento di prossimità, capace di avvicinarci a esistenze che altrimenti resterebbero anonime o dimenticate.

Il bianco e nero, scelta coerente con il linguaggio fotografico dell’epoca, è asciutto, sintetico, essenziale. Elimina il superfluo e concentra l’attenzione sulla struttura delle immagini, sulla luce, sulle espressioni, sulle superfici. In questa sospensione cromatica il tempo sembra fermarsi e lo spettatore è invitato a immergersi in un presente che appartiene al passato. Guardando queste fotografie, è facile immaginare Virgilio Carnisio all’opera, mentre in silenzio osserva e inquadra, restituendo una visione intensa e partecipe della realtà che lo circonda.

Volti, architetture e paesaggi costituiscono così i tre elementi fondamentali di questo racconto visivo. Le architetture parlano di un modo di abitare legato alla necessità e alla funzionalità; i paesaggi testimoniano un equilibrio costruito nel tempo; i volti, infine, sono la traccia più forte di un’identità collettiva. Questa mostra propone quindi non solo un viaggio nella Valsesia, ma una riflessione sul valore della fotografia come strumento di memoria attiva, capace di rendere presente ciò che il tempo tende a cancellare.

Claudio Argentiero

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