Villa Pomini
Via don Luigi Testori 14 – Castellanza (Va)
Apertura: sabato dalle 15 alle 18.30, domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30
Inaugurazione: domenica 8 marzo alle 11
Chiuso domenica 5 aprile 2026 (Pasqua) – Aperto lunedì 6 aprile dalle 15 alle 18.30
Ingresso libero
L’ARCHIVIO SVELATO. SCATTI INEDITI DI UN REPORTER
Francesco Cito, è nato a Napoli il 5 maggio 1949, si trasferisce a Londra nel 1972 per dedicarsi alla fotografia.
Nel 1975, è assunto da Radio Guide, settimanale dedito agli avvenimenti di musica leggera in Gran Bretagna. A seguito diviene fotografo free-lance e inizia a collaborare con The Sunday Times mag. e L’Observer mag.
Nel 1980, è uno dei primi fotoreporter a raggiungere clandestinamente l’Afghanistan occupato dall’Armata Rossa e, a seguito di vari gruppi di guerriglieri, percorre 1200 KM a piedi. Sue le foto dei primi soldati della Stella Rossa caduti in imboscate. Seguirà gli eventi fino al 1989 inviato dal Venerdì di Repubblica e, a seguito dei “Mujahiddin”, racconterà la ritirata sovietica. Nel 1998 dopo i bombardamenti americani su Kost in Afghanistan, fallisce l’intento di incontrare Osama Bin Laden. Tra il 1982 e il 1983, realizza a Napoli un reportage sulla camorra, pubblicato dalle maggiori testate giornalistiche, nazionali ed estere. Nel 1978 per The Sunday Times magazine ha realizzato un reportage sul contrabbando di sigarette. Nel 1983 è sul fronte libanese, segue il conflitto in atto fra le fazioni palestinesi appoggiate dal regime siriano di Assad, contro Yasser Arafat e i suoi sostenitori. È l’unico foto-giornalista a documentare la caduta di Beddawi Refugee Camp, ultima roccaforte di Arafat in Libano. Seguirà le varie fasi della guerra civile libanese, fino al 1989.
Nel 1984 si dedica alle condizioni del popolo palestinese all’interno dei territori occupati della West Bank (Cisgiordania) e la Striscia di Gaza. Seguirà tutte le fasi della prima “Intifada” 1987 – 1993 e la seconda 2000 – 2005. Resta ferito tre volte durante gli scontri. Nel 1994 realizza per il settimanale tedesco Stern un reportage sui coloni israeliani oltranzisti, e nell’aprile 2002, è testimone nonostante il coprifuoco all’assedio israeliano alle città palestinesi e alle distruzioni del campo profughi di Jenin.
Nell’agosto 1990, è in Arabia Saudita nella prima “Gulf War” dopo l’invasione irachena del Kuwait, fino alla sua liberazione il 27 – 28 febbraio 1991.
In Italia si occupa spesso di casi di mafia, ma anche di eventi come il Palio di Siena che gli varrà il primo premio al World Press Photo 1996 ed altri rilevanti aspetti della società contemporanea.
Dal 1997 l’obiettivo è puntato sulla Sardegna fuori dagli itinerari turistici, già in parte racchiuso in un foto-libro.
Nel 2007 è invitato dal Governatorato di Sakhalin (Russia), per documentare le attività produttive, a seguito della scoperta di ingenti giacimenti petroliferi. Lavoro divenuto una mostra e un foto libro editato in Russia
Ancora nel 2007, realizza il reportage “Una Calda Estate a Corigliano” su incarico dell’Associazione Corigliano Calabro Fotografia. Nel 2012 la prestigiosa casa di gioiellieri parigini “Van Cleef & Arpels” gli commissiona la realizzazione di un lavoro fotografico, in cui descrivere l’operosità attraverso le mani dei loro artigiani nel confezionare i gioielli più esclusivi del mondo.
Nel 2015 fotografa l’EXPO di Milano per conto della Canon, progetto libro on demand. Nel 2017 progetto foto-libro sull’Irpinia su commissione Feudi di San Gregorio e dal 2019 un libro su Montalcino su incarico del Governo locale. Molti i premi, alcuni: 1995 il World Press Photo gli conferisce il premio per il “Neapolitan Wedding story “; 1996 il World Press Photo gli conferisce il premio per il “Palio di Siena” 1997 l’Istituto Abruzzese per la storia d’Italia contemporanea, gli conferisce il premio “Città di Atri” per l’impegno del suo lavoro sulla Palestina 2001 il Leica Oskar Barnak Award gli assegna la Menzione d’Onore per il reportage “Sardegna”.
Ha collaborato e pubblicato sulle maggiori riviste nazionali e straniere



