Villa Pomini
Via don Luigi Testori 14 – Castellanza (Va)
Apertura: sabato dalle 15 alle 18.30, domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30
Inaugurazione: domenica 8 marzo alle 11
Chiuso domenica 5 aprile 2026 (Pasqua) – Aperto lunedì 6 aprile dalle 15 alle 18.30
Ingresso libero
SGUARDI PLURALI
Sguardi plurali è un racconto corale fatto di luce, attesa e prossimità. Le fotografe irachene riunite in questa mostra attraversano il proprio territorio con uno sguardo intimo e consapevole, restituendo frammenti di un Iraq vissuto, osservato dall’interno, lontano da immagini fisse e definitive.
I paesaggi si aprono come soglie: città attraversate dal tempo, fiumi che scorrono come memorie, spazi sospesi tra presenza e assenza. La terra non è solo luogo fisico, ma corpo sensibile, superficie che conserva tracce, ferite e possibilità. In queste immagini, il paesaggio diventa respiro, silenzio, ascolto.
La vita quotidiana emerge nei gesti minimi: mani che lavorano, sguardi che attendono, case abitate da storie non dette. È qui che la fotografia si fa vicinanza, attenzione al dettaglio, cura. Le immagini non cercano l’evento, ma l’istante fragile in cui la vita continua, nonostante tutto.
Nel ritratto, lo sguardo incontra lo sguardo. I volti fotografati non sono mai oggetti, ma presenze. Ogni ritratto è un atto di riconoscimento, uno spazio di relazione in cui identità diverse si affermano nella loro singolarità. I corpi, i volti, le posture raccontano storie di appartenenza, resistenza, intimità.
La spiritualità attraversa il percorso come una corrente silenziosa. Nei luoghi sacri, nei rituali, nei segni appena accennati, emerge una dimensione interiore che unisce memoria, fede e quotidianità. È una spiritualità vissuta, incarnata, che abita il tempo lento della preghiera e il gesto ripetuto.
Sguardi plurali è un invito ad abitare la complessità, ad accettare la molteplicità come forma di verità. Attraverso la fotografia, le autrici costruiscono uno spazio di ascolto in cui l’Iraq si rivela non come un’immagine unica, ma come un insieme di voci, di visioni, di presenze.



