Palazzo Leone da Perego
Via Gilardelli, 10 – Legnano (Mi)
Apertura: sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19
Inaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle 18
Chiuso domenica 5 aprile 2026 (Pasqua) – Aperto lunedì 6 aprile 2026
Visite guidate gratuite su prenotazione ai seguenti recapiti: T 0331-471.575 / 578 – e-mail: ufficio.cultura@comune.legnano.mi.it
Ingresso libero
“MADAME” LA PRONIPOTE DI JOSEPH NICÉPHORE NIÉPCE
Nel febbraio del 1826, precisamente 200 anni fa, Joseph Nicéphore Niépce scattò la prima fotografia della storia, intitolata “Vista dalla finestra a Le Gras”. Niépce era il prozio di Henriette Niépce, la Madame che ho conosciuto nel 2005 e fotografato fino al 2009.
Una donna affascinante che ha vissuto sempre “con” la fotografia. Oltre a fare parte della stessa grande famiglia del riconosciuto inventore della fotografia, ha condiviso gran parte della sua vita con la sorella minore Janine Niépce, famosa fotografa del periodo umanista, una delle prime fotoreporter dell’agenzia francese Rapho di Parigi. Inoltre è stata la prima moglie del grande regista italiano Gillo Pontecorvo, con il quale ha collaborato nella realizzazione del film cult “La battaglia di Algeri” (1966). Era pittrice, ha esposto le sue opere una sola volta nella vita. Da più di cinquant’anni viveva sola, per scelta, nella vecchia casa di famiglia circondata da vigneti in Borgogna. Non usciva mai, dalle finestre entrava poca luce e le stanze buie erano illuminate da lampade. Non voleva nessuno in casa, nemmeno una femme de ménage. Soffriva di cuore e faticava a camminare. L’ho incontrata grazie alla presentazione del dottor François Lotteau, il suo medico. Con grande fiducia mi ha permesso di fotografare la sua casa, i suoi ricordi: un dono prezioso. Madame è scomparsa l’8 settembre 2010 a 94 anni. La vita discreta e appartata di una donna con un cognome che racchiude il mito delle origini dell’arte fotografica, visitata con tatto e poesia dall’obiettivo esclusivo di Antonella Monzoni. Immagini uniche pregne di intimità che rivelano il segreto dell’esistenza di Henriette Niépce, pronipote del padre della “fatale invenzione”. Scatti a colori che “risuonano” come in un bianco e nero antico e profondo. Così ne parla Gianni Berengo Gardin: “Io, che vedo la fotografia solamente in bianco e nero, ho trovato in questo delicato reportage un sapiente uso del colore che, per alcuni scatti in particolare, è senza dubbio il linguaggio più adatto alla narrazione.” (Franco Carlisi, Gente di Fotografia n. 51)
Antonella Monzoni pratica una fotografia profondamente umanista, i suoi progetti superano il limite del documento per affermare il valore della testimonianza. Il suo percorso vede una ricca vicenda autoriale che interseca progetti personali, impegno civile, esperienze di collettivo, editoria. Vive a Modena, inizia la sua attività nel 2000 fotografando ciò che appare distante da noi geograficamente ma che, in realtà, è molto vicino dal punto di vista interiore. Nel 2005 incontra Henriette Niépce, pronipote dell’inventore della fotografia Joseph Nicéphore Niépce, che le apre la casa dopo cinquant’anni di autoreclusione e nasce Madame, progetto pluripremiato divenuto libro nel 2011.
Si è dedicata al racconto delle ferite del popolo armeno che ha pubblicato nel libro Ferita Armena, premiato nel 2016 come miglior libro fotografico al Premio Bastianelli.
Nel 2010 Fiaf la riconosce Autore dell’anno e nel 2018 le conferisce l’Onorificenza di Maestro della Fotografia Italiana.
Nel 2024 è invitata a far parte del progetto Il Vittoriale delle Italiane dove 10 fotografe sono state selezionate per un servizio site-specific sulla casa di Gabriele D’Annunzio e, sempre nel 2024, pubblica Dimenticanza un libro-memoir per fermare sulla carta l’amore che la lega alla madre scomparsa nel 2019.
Diversi i riconoscimenti e i premi ricevuti (Luce Iblea, Call Praga Photofestival, Scanno dei Fotografi, Vipa Vienna, Premio Giacomelli), ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. È lettore portfolio e giurato in contest fotografici.
È vicedirettore editoriale della rivista di cultura fotografica Gente di Fotografia.



