MARÉVA DRUILHE

02/15/2026 Afi

MARÉVA DRUILHE

Dall'8 marzo al 26 aprile

Palazzo Marliani Cicogna

Piazza Vittorio Emanuele II – Busto Arsizio (Va)

Apertura: giovedì dalle 14.30 alle 18 – venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18 – sabato e domenica dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30

Inaugurazione: domenica 8 marzo alle 18

Chiuso domenica 5 aprile 2026 (Pasqua)

Ingresso libero

INSIDE OBSCURA

Utilizzando il principio della camera obscura, la serie Inside Obscura invita l’osservatore a un viaggio contemplativo all’interno di una macchina fotografica. Senza alcuna tecnologia, l’esterno viene così proiettato nella stanza, animando pareti e soffitto al ritmo delle nuvole che scorrono.
Una stanza buia, isolata dalla luce, ad eccezione di una minuscola apertura luminosa. Il silenzio. Mi siedo e aspetto che i miei occhi si abituino all’oscurità. Sulle pareti, l’esterno si dispiega.

La stanza si trasforma secondo il principio della camera obscura e mi offre un nuovo scenario, una sovrapposizione di due realtà. Penso a quei pittori del Rinascimento che già utilizzavano questa tecnica: hanno provato lo stesso brivido di meraviglia?

Mi lascio permeare da questo nuovo universo effimero, al crocevia delle realtà. Solitudine, malinconia, rêverie: un teatro oscuro e silenzioso in cui trovare il proprio posto. Il tempo si ferma. Passano trenta secondi. Trattengo il respiro e mi imbarco in un nuovo viaggio introspettivo.

LUNATAFONI

Lunatafoni è un’esplorazione intima delle forme che il mondo disegna — o lascia intuire — tra carne e minerale. Realizzata nella Valle della Luna, in Sardegna, questa serie in bianco e nero mescola la grana della pelle a quella del granito, scolpito da millenni dal vento, dall’acqua, dal silenzio. Qui, i tafoni, queste cavità scavate nella roccia, diventano rifugi immaginari, nicchie fossili, luoghi di sparizione o di emersione.

Il corpo nudo, appoggiato alla pietra, non imita: si inscrive, si cancella, gioca a nascondino con le ombre. Diventa traccia passeggera, impronta viva, quasi geologica. Non si sa più se vi si nasconda, vi trovi rifugio o ne emerga.

Lunatafoni è una parola inventata, tra Luna e Tafoni, una parola-paesaggio, una parola-rifugio.

Nata nel 1989, Maréva DRUILHE ha visto nascere il suo interesse per la fotografia 18 anni fa. «È scoprendo l’opera di Francesca Woodman durante l’adolescenza che si è costruito il mio rapporto con la fotografia. Giocare a confondersi con il decor, esplorare gli interstizi, confondere i confini dello spazio e del tempo, e addomesticare questo corpo che abitiamo e che a volte abita noi.»

, , , , ,