MONIKA BULAJ

02/11/2026 Afi

MONIKA BULAJ

Dall'8 marzo al 26 aprile

Palazzo Leone da Perego

Via Gilardelli, 10 – Legnano (Mi)

Apertura: sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19

Inaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle 18

Chiuso domenica 5 aprile 2026 (Pasqua) – Aperto lunedì 6 aprile 2026

Visite guidate gratuite su prenotazione ai seguenti recapiti: T 0331-471.575 / 578 – e-mail: ufficio.cultura@comune.legnano.mi.it

Ingresso libero

THE BORDERLANDS OF EUROPE

Premio alla carriera 2026

L’Europa orientale, tra Baltico e Mar Nero, è una vasta terra di confine segnata dalla Storia: foreste, fiumi, villaggi e rovine dove sopravvive il mondo di ieri. Non solo periferia geografica d’Europa, ma anche periferia delle fedi, luogo in cui cristianesimo, islam ed ebraismo, spesso oggi in conflitto, hanno generato nel tempo forme inattese di coabitazione. È sorprendente che territori devastati da massacri, deportazioni e totalitarismi abbiano prodotto una capacità d’incontro che altrove sembra perduta.
Qui dominano fedi popolari, radicate nella natura, nei boschi e nelle acque, nelle tombe dei santi e dei profeti. Devozioni considerate superstiziose dalle gerarchie religiose, ma capaci di superare le frontiere confessionali. Una risorsa spirituale potente e spesso ignorata.

Dal 1985 il viaggio lungo il confine orientale della Polonia e poi attraverso l’Europa dell’Est è diventato una lunga esplorazione delle frontiere fisiche e invisibili tra popoli e religioni. Contadini carismatici, movimenti millenaristi, poeti visionari, comunità perseguitate hanno segnato un percorso fatto di cammini lenti, incontri e ascolto delle memorie prima che scompaiano.

Emergono così mondi cancellati o marginalizzati: i tartari musulmani e patrioti polacchi, gli ebrei chassidim in pellegrinaggio verso tombe ridotte a relitti, i Vecchi Credenti dispersi in tutta l’Eurasia, i Lemki dei Carpazi deportati e dimenticati, i Rom, filo rosso del viaggio, eternamente estranei eppure profondamente intrecciati alle culture locali.
Dai Carpazi al Caucaso, dai Rodopi a Istanbul, il percorso attraversa monasteri isolati, montagne sacre, delta fluviali e città di frontiera. Ovunque riaffiora un bisogno del sacro intenso e corporeo: preghiere mormorate, icone baciate, pellegrinaggi, processioni, musiche e riti condivisi. Un crogiolo di mondi che si sfiorano, si diffidano e si contaminano, rivelando un’Europa nascosta, complessa e profondamente spirituale.

Fotografa, reporter e documentarista, Monika Bulaj svolge da anni ricerche su luoghi sacri condivisi, minoranze religiose, pellegrini e popoli nomadi a rischio in Europa, Asia, Africa e Sud America. Ha studiato filologia all’Università di Varsavia e si è formata successivamente in antropologia, filosofia, teologia, teatro e danza.

Ha pubblicato su importanti testate internazionali, tra cui Granta Magazine, La Repubblica, Revue XXI, GEO, National Geographic, The New York Times e The Guardian. È autrice pluripremiata di dieci libri di reportage letterario e fotografico, pubblicati da editori come National Geographic, Contrasto, Electa, Skira, Bruno Mondadori, Feltrinelli, Frassinelli e Alinari e ha realizzato oltre cento mostre in tutto il mondo.

Nel 2014 ha ricevuto il Premio Nazionale “Non-violenza” con la motivazione: «Per la sua capacità di rendere visibile l’invisibile, esplorando l’animo umano e i confini più nascosti della terra, restituendo con l’immagine l’unità dell’umano».La mostra è parte del progetto di ricerca “Broken Songlines” di Monika Bulaj sostenuto da Strategia Fotografia 2025.

Le fotografie sono state stampate da FUJIFILM su Fujicolor Crystal Archive Digital Paper Type DPII Matte.

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