DIEGO VALCESCHINI – MARIO VIDOR

02/23/2026 Afi

DIEGO VALCESCHINI – MARIO VIDOR

Dal 15 marzo al 19 aprile

Monastero di S. Maria Assunta

Piazza Giardino delle Badesse – Cairate (Va)

Apertura: sabato e domenica dalle 15 alle 18

Inaugurazione: domenica 15 marzo alle 16

Chiuso il 5 aprile 2025 (Pasqua)

Ingresso libero

VETTE

Dialoghi di luce tra uomo e ambiente

La montagna, nelle immagini di Diego Valceschini e Mario Vidor, si mostra nella sua maestà più pura e allo stesso tempo più intima. Le cime innevate emergono come figure imperiali, scolpite dalla luce e dal tempo, mentre i vuoti e gli spazi sospesi rivelano atmosfere rarefatte, cariche di silenzi e di attesa. La forma domina la visione: profili nitidi, creste essenziali, volumi che si impongono sullo sfondo del cielo come architetture primordiali.

Valceschini e Vidor non si limitano a fotografare la montagna: la ascoltano. La luce diventa protagonista assoluta, accarezza le nevi, disegna i rilievi, modula l’atmosfera in una danza sottile tra colore e bianco e nero. Nel colore, la montagna vibra di sfumature e toni che raccontano il respiro dell’aria e del paesaggio; nel bianco e nero, l’essenziale affiora, i contrasti si fanno più intensi, le geometrie più nette, e il silenzio diventa quasi palpabile.

Il loro sguardo si colloca in continuità con i grandi pionieri della fotografia di montagna. Come gli autori dell’Ottocento, da Vittorio Sella a Franz Gerlach a Felix Adler, fino ai fotografi alpinisti che hanno documentato le prime ascensioni sulle Alpi. Valceschini e Vidor amano la montagna con la stessa devozione. Come quegli artisti, cercano non solo la cima, ma la forma e la luce che rendono la montagna simbolo di forza e di mistero. Riprendono, rinnovandolo, il gesto dei primi fotografi che, tra fatica e attrezzature pesanti, hanno trasformato la difficoltà del reale in immagini capaci di emozionare e ispirare.

Le fotografie di questa mostra raccontano una relazione profonda con il paesaggio montano: non una semplice rappresentazione, ma una conversazione silenziosa tra l’uomo e la natura. Nei vuoti, nelle ombre lunghe e nei riflessi della neve, affiorano memoria, storia e contemplazione. La montagna diventa così non solo un luogo geografico, ma uno spazio dell’anima, dove il silenzio e la luce definiscono la misura del nostro sguardo e la profondità della nostra esperienza.

Mario Vidor è nato nel 1948 a Farra di Soligo. Dalle prime esperienze pittoriche negli anni Ottanta, la sua attenzione si è in seguito focalizzata sulla fotografia. Dal 1982 la sua personale ricerca – partendo dalla lezione dei maggiori maestri dell’immagine di questo secolo – si sviluppa in due direzioni: l’indagine storico-scientifica e il linguaggio creativo.

Alla sua prima pubblicazione “Sulle terre dei Longobardi” (1989), sono seguiti numerosi altri volumi di fotografia, e alcune singolari cartelle foto-litografiche. A Pontremoli nel settembre del 1992, con il libro “Semplicemente Italia” ha ricevuto il Premio bancarella. Altri premi da menzionare: a Padova per la miglior fotografia veneta (1996) il Premio “Carlo Goldoni”, a Macerata, il Premio “Territorio Odissea 2000″(1998), per il libro “Le torri di Babele” e, a Orvieto nel marzo 2002, con il libro “Pagine Bianche”, si è classificato primo nella categoria “Fotografia Creativa” e a Garda (VR). Nel maggio 2003 ha ricevuto il riconoscimento B.F.I. dalla FIAF, nel 2014 il riconoscimento A.F.I. e nel 2018 il riconoscimento I.F.I.  Nel 2025 all’Arte Fiera Dolomiti (BL) ha ottenuto il primo premio sezione fotografia. Ha tenuto oltre 360 mostre personali nelle principali città italiane e all’estero.

Diego Valceschini si occupa di fotografia da quasi trent’anni.

È da sempre interessato alla fotografia di reportage, alla fotografia sociale e alla fotografia come memoria storica. Dal 1999 al 2015 ha fatto parte del Circolo Fotografico Famiglia Legnanese dove ha insegnato e curato serate dedicate alla cultura fotografica. Nel 2001 al 2003 ha realizzato foto di reportage a Milano attraverso le quali ha realizzato una mostra a quattro mani. Nel 2007 ha realizzato un servizio fotografico in Bosnia a Srebrenica per la commemorazione della guerra Bosnia – Erzegovina con il patrocinio della FIAF e della CISL da cui sono state realizzate varie mostre fotografiche in Italia ed un libro. Dal 2001 al 2015 è stato fotografo ufficiale del Palio di Legnano realizzando foto della sfilata storica e della gara ippica che fanno parte dell’archivio fotografico del Circolo Fotografico Famiglia Legnanese. Dal 2011 al 2015 si è concentrato sulle tifoserie realizzando una mostra esposta presso Villa Jucker a Legnano che ha riscontrato apprezzamenti significativi.

Dal 2009 al 2011 é stato fotografo ufficiale del Festival musicale di Villa Arconati ritraendo artisti del calibro di Malika Ayane, Stefano Bollani, Goran Bregovic, Roberto Vecchioni, Lyle Lovett, Cesaria Evora, Nina Zilli, Jesse Harris, Ruth Gerson, Davide Van De Sfroos, Antonio Castrignanò.

Dal 2007 al 2016 ha svolto saltuariamente l’attività di fotografo matrimonialista. Ama il b/n, che ha sempre stampato con le più moderne tecnologie digitali di stampa fine art.

Suoi lavori sono stati pubblicati su alcune monografie della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Dal 2024 collabora con l’Archivio Fotografico Italiano.

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