KHASHAYAR JAVANMARDI

02/12/2026 Afi

KHASHAYAR JAVANMARDI

Dall'8 marzo al 26 aprile

Palazzo Leone da Perego

Via Gilardelli, 10 – Legnano (Mi)

Apertura: sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19

Inaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle 18

Chiuso domenica 5 aprile 2026 (Pasqua) – Aperto lunedì 6 aprile 2026

Visite guidate gratuite su prenotazione ai seguenti recapiti: T 0331-471.575 / 578 – e-mail: ufficio.cultura@comune.legnano.mi.it

Ingresso libero

CASPIAN: A SOUTHERN REFLECTION

Il “Lago” Caspio è il progetto del fotografo persiano Khashayar Javanmardi, nato e cresciuto in una delle regioni che si affacciano su questo immenso bacino d’acqua. Da oltre dieci anni, Javanmardi documenta il progressivo degrado ambientale della sponda meridionale iraniana del Mar Caspio, intrecciando osservazione diretta, memoria personale e urgenza politica.

Spesso definito mare, il Caspio è in realtà il lago chiuso più grande del mondo. Confina con l’Iran a sud, la Russia a nord, l’Azerbaigian a ovest e il Turkmenistan e il Kazakistan a est, ed è sede di un ecosistema tanto unico quanto fragile. La sua errata classificazione ha avuto conseguenze concrete: trattato come mare, il Caspio è stato soggetto a politiche di gestione e conservazione inadeguate, mentre una tutela efficace potrebbe avvenire solo attraverso il suo riconoscimento formale come lago.

Negli ultimi decenni, cattiva gestione, inquinamento, pesca eccessiva e cambiamento climatico hanno prodotto effetti devastanti sull’ambiente, sull’economia e sulla cultura della regione. L’abbassamento del livello delle acque — causato dal riscaldamento globale e dall’intenso prelievo d’acqua dai fiumi che alimentano il bacino — è ormai visibile anche dalle immagini satellitari. Ogni anno circa 122.000 tonnellate di inquinanti, tra petrolio e scarichi domestici e industriali provenienti dagli Stati costieri, compromettono l’ecosistema e mettono in pericolo numerose specie. La pesca, un tempo pilastro dell’economia locale, è diminuita di circa il 70%, con gravi ripercussioni sulla vita delle comunità che dipendono dal lago.

Il progetto di Javanmardi nasce proprio dall’urgenza di connettere le riforme politiche e strutturali con la realtà quotidiana di chi vive intorno al Caspio, in risposta sia alla cattiva gestione regionale sia alla crisi climatica globale. Profondamente radicato nelle comunità locali, il lavoro di Javanmardi dà voce a chi vive quotidianamente gli effetti di questa trasformazione. Attraverso ritratti intensi e composizioni dinamiche, l’artista affronta il tema dell’inquinamento e del declino economico, mantenendo sempre al centro le persone e le loro storie. La sua pratica fotografica ha una chiara missione ideologica: sensibilizzare sulla crisi ecologica del Mar Caspio e stimolare una riflessione più ampia sul suo significato culturale, ambientale e simbolico. Nei prossimi anni, Javanmardi intende continuare a documentare i profondi cambiamenti in atto, esplorando le intersezioni tra natura, cultura e identità e utilizzando la fotografia come strumento per riscrivere le narrazioni del luogo e della memoria.

Khashayar Javanmardi (Iran, 1991) è un artista persiano che lavora con la fotografia e vive attualmente a Losanna, in Svizzera. Il suo lavoro riflette sulla terra natale, indagando le complesse tensioni tra cultura locale e politica globale attraverso una narrazione profondamente personale, sospesa tra devastazione e nostalgia. Fotoreporter dal 2010, collabora con la Jam Photo Agency dall’età di 19 anni ed è fondatore e direttore di Hayaat Art Space.

Nel 2023 è stato selezionato per il Prix Elysée, ricevendo una menzione speciale della giuria, ha vinto l’Un/Fund Award 2023 e il secondo premio del PhMuseum 2024 Photography Grant. La sua monografia Caspian: A Southern Reflection è stata pubblicata da Loose Joints nel 2024.

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